Tutta la verità sull’olio di palma

L’olio di palma rappresenta oggi il leader mondiale, dal punto di vista commerciale, degli oli e dei grassi alimentari. È venduto in oltre 150 paesi in tutto il mondo, riscuotendo enorme successo per via del prezzo estremamente competitivo e per l’ottima idoneità all’uso alimentare ed industriale.

Si tratta di un grasso da condimento commestibile di origine vegetale. Viene estratto dal frutto delle “palme da olio africane”, delle “palme da olio sud americane” e delle “palme maripa”. Per la precisione, l’olio viene ottenuto spremendo il mesocarpo (o polpa) del frutto; d’altro canto, è possibile ricavare una porzione grassa anche dal seme, ottenendo il così detto “olio di palmisto o di palmisti”. In definitiva, dai frutti della palma si ricavano due tipologie differenti di olio commestibile, spesso utilizzati anche in ambito cosmetico.

 Gran parte dell’olio di palma assunto come cibo è, in un modo o nell’altro, deteriorato (ossidato); questo peggioramento qualitativo del prodotto commerciale sembra essere il principale fattore di rischio legato al consumo di olio di palma. Nonostante l’enorme successo commerciale, la composizione chimica dell’olio di palma, soprattutto negli ultimi anni, è stata al centro di numerose polemiche relativamente ai potenziali effetti collaterali sullo stato di salute cardiovascolare.


Infatti, al contrario di molti altri oli vegetali, come ad esempio l’olio di oliva, l’olio di palma è costituito:

  • per quasi il 50% da acidi grassi saturi, con una netta prevalenza dell’acido palmitico

  • per il 39% da acidi grassi monoinsaturi come l’acido oleico;

  • per l’11% da acidi grassi polinsaturi come l’acido linoleico;

  • per meno dell’1% da elementi biologicamente attivi come carotenoidi, tocoferoli, steroli, squalene, coenzima Q10, fosfolipidi e polifenoli.

Secondo gli studi riportati dal “Center for Science in Public Interest” (CSPI), una assunzione eccessiva di acido palmitico, che costituisce circa il 44% del’olio di palma, aumenta i livelli di colesterolo nel sangue e può contribuire a favorire le malattie cardio vascolari. Tuttavia, i risultati di molti altri studi indicano che l’olio di palma offre anche dei benefici per la salute, tra cui l’aumento del colesterolo buono (HDL) riducendo quello cattivo (LDL).


Nonostante l’opinione pubblica abbia già ampiamente espresso il suo parere negativo sugli effetti dell’olio di palma sullo stato di salute, tanto da spingere alcuni stati come l’India ad introdurre una tassa sui prodotti contenenti olio di palma, con inevitabili ripercussioni di natura socio-economica, la letteratura scientifica in generale sembra molto più cauta nell’esprimersi.


Tuttavia indiscutibili sarebbero i benefici di una dieta più attenta nel preservare lo stato di salute cardiovascolare. In questo senso quindi sarebbe opportuno:

  • Ridurre il consumo di acidi grassi saturi, soprattutto di origine animale;

  • Ridurre il consumo di acidi grassi trans-idrogenati;

  • Ridurre il contenuto lipidico della dieta;

  • Favorire il consumo di acidi grassi monoinsaturi come l’acido oleico;

  • Preservare il corretto rapporto tra acidi grassi polinsaturi.

In attesa di ulteriori studi, la sostituzione dell’olio di palma con oli vegetali a maggior concentrazione di acido oleico, sembra quindi rappresentare una mossa preventiva degna di nota.

Il discorso cambia se invece spostiamo l’attenzione sul tema ambientale. L’utilizzo dell’olio di palma continua a suscitare ferventi critiche da vari gruppi di ambientalisti, poiché l’elevata resa economica tipica di questo prodotto ha indotto un’intensificazione ed un ampliamento della coltivazione delle palme, distruggendo gran parte della flora e della fauna autoctona indonesiana. Ciò ha ridotto l’habitat naturale dell’orangutan e della tigre di Sumatra ed entrambe le Specie sono attualmente in crisi demografica; la tigre, in particolare, risulta in così detto “pericolo critico”. Insomma ridurre la produzione di questo grasso alimentare non solo comporterebbe benefici per la salute, ma aiuterebbe anche a preservare la biodiversità.

In quest’ottica, ti segnaliamo anche un’ottima ricetta per preparare in casa una buonissima crema di cacao e nocciole con proprietà nutrizionali e salutistiche decisamente superiori alle classiche creme commerciali:

  •  50 grammi di nocciole senza guscio e meglio se biologiche

  • 100 grammi di cioccolato fondente

  • 95 grammi di zucchero di canna

  • 1 cucchiaino di olio di riso

  • 1/2 bicchiere di latte

Una volta identificati gli ingredienti, ecco la preparazione da seguire passo per passo:

  • Tostate le nocciole mettendole nel forno a 170° per una durata di circa 10-15 minuti.

  • Mettete quindi nel frullatore lo zucchero di canna insieme al cioccolato; a questo punto dovete frullare alla massima velocità fino ad ottenere un impasto che sia il più possibile fine ed omogeneo.

  • Il passo successivo della ricetta è quello di cuocere il composto ottenuto in una casseruola a bagnomaria a fuoco basso per una durata di circa 10 minuti, aggiungendo l’olio di riso ed il latte di soia un po’ alla volta. Dovete continuare a mescolare fino a che lo zucchero non si scioglie completamente.

Il risultato finale sarà una crema densa ed omogenea, non cremosa come quelle che trovi sugli scaffali dei supermercati, da conservare  da conservare in frigo.  

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