Eccesso di zuccheri : come reagisce il cervello ‘adulto’?

Nel precedente articolo abbiamo visto che l’eccesso di zuccheri nei più giovani può portare a iperattività e, più in generale,  ad una  perdita di controllo.

Anche nel cervello ‘adulto’ una condotta alimentare scorretta può avere ripercussioni notevoli sull’attività psichica.

Uno studio del 2012 condotto dal dottor Fernando Gomez- Pinilla della California University  ha evidenziato che  la memoria e l’apprendimento risulterebbero danneggiate da un eccesso di zuccheri nella dieta.

Nelle cavie utilizzate nell’esperimento, infatti, il consumo  di massicce dosi di zuccheri aveva causato lo sviluppo  di una resistenza all’insulina,  l’ ormone che controlla i livelli di zucchero nel sangue. Lo studio ha appurato che inizialmente l’insulina rafforza le connessioni sinaptiche tra i neuroni, aiutandoli a comunicare meglio e di conseguenza ricordare più facilmente. Di conseguenza, il calo di insulina causato dall’assunzione eccessiva di zuccheri danneggia le capacità cognitive.

La resistenza all’insulina creata da una dieta sbilanciata sembrerebbe essere anche un  fattore di rischio per la degenerazione cerebrale. Uno  studio del 2013  condotto dal Dr. Medha Munshi,  ha infatti scoperto che la resistenza all’insulina e gli alti livelli di glucosio presenti nel sangue (che ritroviamo in chi soffre di diabete) hanno un  collegamento con lo sviluppo di disordini neurodegenerativi come l’Alzheimer.

La ricerca di Munshi  dimostra, in breve,  che il cervello è uno degli organi maggiormente danneggiati dagli alti livelli di zucchero nel sangue.

Alcuni ricercatori oggi vorrebbero addirittura  definire  l’Alzheimer   “Diabete di tipo 3” ,  per sottolineare proprio che  la dieta abbia un peso maggiore di quanto si sospettasse in precedenza per quanto riguarda il rischio  di contrarre questa malattia.

Molti di noi, dopo un bel pasto ricco di carboidrati, sperimentano un crollo della glicemia. I sintomi che ne derivano sono di irritabilità, repentini cambi d’umore,  cervello annebbiato e  spossatezza.  Mangiare una ciambella cosparsa di zucchero o bere una bibita zuccherata causa infatti  un incremento dei livelli di zucchero del sangue, seguiti da un calo. Quando il livello di zucchero nel sangue crolla inevitabilmente ci si può sentire ansiosi, lunatici o depressi.

Questo evento comune ci fa riflettere su come alimenti ricchi di zucchero possono interferire con i meccanismi con cui stabilizziamo il nostro umore.

Ingerire zuccheri stimola il rilascio di un neurotrasmettitore i cui effetti migliorano l’umore, la serotonina.  Secondo il dottor Datis Kharrazian, autore del libro ‘Why isn’t my brain working?’,  attivare costantemente la produzione di questa sostanza può esaurirne le limitate riserve di cui il nostro organismo dispone, provocando sintomi che col tempo possono contribuire alla depressione.

Livelli cronici di zucchero troppo alti nel sangue sono stati  collegati alle infiammazioni cerebrali, anch’esse ritenute fra le possibili cause della depressione.

Come correggere una  dieta eccessivamente ‘zuccherina’?  E’ importante sottolineare che lo zucchero, così come i carboidrati in genere, non vanno  demonizzati e che le modifiche devono essere sempre vigilate dal medico.  Occorrono  inoltre circa 13 settimane per ‘desensibilizzare’ il corpo da un’assunzione eccessiva di zucchero;  è  importante creare lentamente un deficit di zuccheri, per evitare nervosismo, spossatezza e  sonnolenza eccessivi.

 Dott. Favoloro Giovanni
Psicologo Clinico, di Comunità e dello Sport

 

Ogni martedì, dalle 15  alle   19, il Dott. Favoloro conduce presso la Farmacia Napolitano  lo Sportello di ascolto e sostegno psicologico.
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